Le notti di Segesta

 

notti di segestaSEGESTA (TP). Segesta è un simbolo della nostra Isola, il suo Teatro Greco, il suo Tempio, sono luoghi che rappresentano la nostra cultura, il nostro passato, il nostro cammino artistico. Per questo ci siamo impegnati tutti molto per salvare questa stagione e per provare a ripartire da Segesta, e per questo abbiamo immaginato quest’anno una stagione fortemente simbolica.

Attraverso “Le notti di Segesta” vi è l’intento di lanciare un messaggio: oggi solo la cultura può salvare l’Italia, proprio a partire dalla Sicilia e con l’aiuto degli artisti siciliani. Questa “stagione speciale” parte proprio dalle sue bellezze, quelle storiche, architettoniche e culturali di una Segesta che nel suo Festival ha sempre trovato ristoro, punto di riferimento per turisti e autoctoni, motivo di vanto e di supporto culturale a livello internazionale, perché ha visto calcare quel suo unico palcoscenico naturale da grandi della musica e del teatro.

Sono anni complessi per la cultura in Italia, in Sicilia, tanto che quest’anno il Sito di Segesta, “la prima città libera dell’Italia unita”, torna a vivere attraverso il suo storico evento culturale, dopo un anno (lo scorso) di fermo “necessario”. Segesta oggi rilancia intorno all’identità culturale del suo sito archeologico: attraverso un progetto costruito espressamente per Segesta, più breve, ma di certo dalla forte intensità.

Non un Festival, questa volta, ma un grande happening: 5 lunghe notti, legate da un filo rosso intorno al luogo e per quel luogo. Una stagione particolare, lunga 4 settimane, eventi immaginati e costruiti per festeggiare l’arte, per sottolineare il disagio che la cultura sta vivendo nel nostro paese, ma per rilanciare con una provocazione direttamente da Segesta, e il messaggio rimanda all’importanza di resistere, di inventare nuove forme di creatività e di vita, nuovi meccanismi di intrattenimento.

Sarà Philippe Daverio a tagliare il nastro di questa stagione speciale (10 agosto), attraverso una conversazione-spettacolo sulla cultura e sul senso che dovrebbe avere in Italia, proprio partendo dal suo patrimonio artistico e culturale. Save Italy è, infatti, il suo nuovo movimento d’opinione che arriva in Sicilia a sostenere Segesta e la sua manifestazione:<<Il nostro paese, ad oggi, non ce la fa a preservare il patrimonio infinito che la storia ci ha legato – dichiara Daverio – patrimonio che non è nostro, bensì di tutta l’umanità d’occidente. È per questo che deve essere salvato proprio da questa umanità: non è una richiesta di danaro, ma di sensibilizzazione d’opinione>>. Save Italy vuole sensibilizzare, infatti, sui preziosi beni della penisola, patrimonio del mondo intero. Sarà la conversazione-spettacolo di Daverio intorno a questo tema e all’importanza dell’arte, a dare il via ad un’inedita staffetta di notturni presso il Teatro: lungo tutta la Notte di San Lorenzo, sotto le stelle, alla sola luce del fuoco delle candele, pianisti siciliani interpreteranno liberamente il tema dei “Notturni” (dai classici notturni di Chopin, ad altre composizioni, originali e non, dedicate al tema della notte), accompagnando la scia delle stelle. Una spettacolare performance di fire-dancing, che prevede l’interazione di danza e suono, sarà lo speciale filo conduttore che ci condurrà, poi, alla prima alba di Segesta, con Valentina Cenni, attrice-danzatrice, Enrico Melozzi, compositore e violoncellista (ideatore de i 100 violoncelli di Giovanni Sollima): Fuochi di Bach.

Quindi una notte dedicata all’Opera lirica (17 agosto)attraverso l’intramontabile il Barbiere di Siviglia, con un protagonista siciliano come Simone Alaimo; una notte dedicata alla Musica (23 agosto) grazie alla partecipazione di quattro artisti,insieme per questa occasione, come Fabio Concato, Francesco Cafiso, Francesco Buzzurro e Giuseppe Milici; e ancora, una notte dedicata, immancabilmente al teatro classico, con una produzione che ha visto il suo debutto quest’anno al Teatro di Tindari, Le Troiane (24 agosto), per la regia e il riadattamento di Mitipretese. Infine il gran finale, con un omaggio ad un grande classico siciliano come il Gattopardo (31 agosto), una produzione per Segesta: nei 50 anni dall’uscita del memorabile film, Paolo Briguglia, Silvia Ajelli e Rinaldo Clementi, faranno rivivere in scena alcuni tratti del romanzo attraverso i suoi protagonisti, Angelica e Tancredi e Don Fabrizio, mentre le originali musiche di Salvatore Bonafede ispirate alla composizioni di Rota, accompagneranno alcune immagini del film.

Tutti gli eventi ruoteranno intorno ad un simbolo fondamentale delle stagioni di Segesta: gli spettacoli serali, saranno seguiti dalle immancabili, suggestive, simboliche albe. Gli artisti siciliani che avranno il compito di condurre il pubblico di Segesta alle prime luci del giorno saranno, dopo Fuochi di Bach, Alfio Antico, con Semu suli, semu tuttu, e la Morte di Ettore raccontata da Vincenzo Pirrotta ed infine un Alba dedicata alle Sirene dal racconto di Tomasi di Lampedusa ad Omero, Vincenzo Ferrera e Fabrizio Romano, con le sonorizzazioni di Dario Sulis e Gianni Gebbia accompagneranno in questo viaggio onirico, nell’ evento conclusivo.

Info | www.festivalsegesta.com

 

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