Kan Yasuda “Tra Cielo e Terra”

TAORMINA (ME). Fino al 28 febbraio la materia eterea, le monumentali sculture del Maestro giapponese Kan Yasuda trovano spontanea collocazione nella splendida Taormina. Artista di fama internazionale, conosciuto per le sue imponenti ed armoniose sculture in bronzo e marmo che si rifanno alla conoscenza Zen e all’origine della vita, le sue opere sono ospitate tra le maestose rovine del Teatro Greco Romano dove l’eco del Mito risuona ancora con virilità, nell’antica Cattedrale della Città, l’ex Chiesa di San Francesco di Paola, nel centro storico e nel prestigioso Hotel Metropole, in un percorso spirituale e culturale che mira a mediare tra “Cielo e Terra”. La storia, il grande fascino di Taormina diventano così il luogo ideale dove il Mito Contemporaneo espresso dalle avvolgenti opere di Kan Yasuda, riesce a ritrovare la sua antica, e più primordiale declinazione.

La mostra, uno straordinario strumento di richiamo per Taormina, e la Sicilia tutta, si caratterizza per la ricerca del dialogo continuo, quasi compulsivo, tra il dentro e il fuori, tra l’interno e l’esterno, in un rapporto che si traduce in armonia di forme e pensieri. La ex Chiesa di San Francesco di Paola ospita una serie incantevole di sculture di piccolo formato in un percorso alla ricerca di forme ben strutturate nello spazio. Il flusso di energia si espande all’esterno investendo l’affascinante Corso Umberto fino ad arrivare al Teatro Greco Romano, in un percorso articolato con sculture monumentali che prendono vita nella materia del bronzo che da stato liquido si solidifica e diventa opera d’arte. Il contesto interno della Chiesa, in cui quelle stesse forme presentate come piccole idee in marmo e bronzo trasmettono il concetto della creazione, rispecchia “il dentro”, la contemplazione, l’azione generatrice, mentre gli spazi esterni identificano il dialogo con la vita. Le opere di Kan Yasuda si “sposano” con la materia circostante in maniera spontanea e naturale come se fosse stata la stessa natura a produrle, rispecchiandosi in essa.

Chiudendo gli occhi, alla fine del viaggio che parte dall’Oriente, dalla cultura spirituale della “non materia” per penetrare nella carne della Sicilia più vera, l’anima si unisce miracolosamente al corpo. Il “dentro ed il fuori” trovano la piena compiutezza nello spazio attraverso il materiale lavorato e “piegato” dalle esigenze dell’artista.

E come diceva Bruno Munari a proposito delle opere del maestro Kan Yasuda: “Un’opera che non rappresenta nulla è un’opera che contiene il tutto. Non c’è un solo significato ma si hanno centomila stimoli secondo il momento”.

L’evento fa parte de “Il Mito contemporaneo” – Rassegna Internazionale di Pittura e Scultura in Sicilia.

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